Storia del Cicolano: Secoli XVIII e XIX

Nel 1759 a Fiamignano, che prima si chiamava Poggio Poponesco ma dopo un incendio fu ricostruito, nasce Felice Martelli. Felice Martelli era un uomo di cultura, anche se nn otterrà lauree studierà molto nella sua vita e scriverà un opera molto importante: Le Antichità dei Sicoli, dove parla dei primi popoli in Italia e soprattutto degli Equi. Un’ altro uomo di cutura del Cicolano nascerà qualche decennio dopo, Ferdinando Mozzetti, di Pagliara (Petrella) era un magistrato famoso, ma non si occupava solo di questo, scrisse molti libri su materie di vario genere sia di carattere umanistico che scentifico.

Agli inizi del XIX secolo le truppe di Napoleone Bonaparte arrivano a Napoli, Giuseppe, fratello di Napoleone diventa re di Napoli, sarà lui ad abolire il Feudalesimo. A succergli sarà Gioacchino Murat che divide l’ Abruzzo Ulteriore in distretti: L’Aquila, Sulmona, Cittaducale, il Cicolano, del distretto di Cittaducale, viene diviso in comuni: Borgocollefegato, Pescorocchiano, Cicoli, Petrella e Mercato, che dopo qualche decennio sarà sostituito da Fiamignano.

Nel 1816 la nasce la Carboneria in Italia, Giammaria Scialaret è il capo dei carbonari del Cicolano. Nel 1856 nasce a Santa Lucia (Fiamignano) Domenico Luigini, medico professionista e grande studioso, scrisse opere storiche tra cui ‘’Memorie storiche della regione Equicola ora Cicolano'’, dove parla della storia del Cicolano.

Nel 1838 a Vallececa nasce Berardo Viola (Pescorocchiano), è di famiglia povera, ma lo stipendi dei suoi genitori basta per sopravvivere alla fame e alla vera miseria. Berardo presto diverrà il più grande brigante del Cicolano. La Legge Pica verrà emessa in quegli anni, il suo scopo era di aumentare le condanne a morte dei briganti e dei loro collaboratori. Dopo qualche anno sarà Edoardo Falesani a fare costituire tutti i briganti del Cicolano, e così finisce il brigantaggio.